La creazione del mio studio non è soltanto una scelta professionale, ma il naturale sviluppo di un percorso condiviso nel tempo. Questa continuità mi ha permesso di costruire un metodo di lavoro fondato su confronto costante, fiducia reciproca e visione comune della mia professione con il cliente.

I nostri Servizi

Studio Masella

Consulenza
del lavoro

Gestione amministrativa del personale. Elaborazione paghe e contributi. Contrattualistica e consulenza sui rapporti di lavoro. Assistenza in materia previdenziale e contributiva.

Studio Masella

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Assistenza fiscale e contabile per imprese e professionisti. Pianificazione fiscale. Dichiarazioni dei redditi. Adempimenti IVA e imposte dirette.

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Enti del terzo
settore

Costituzione e adeguamento statuti. Iscrizione e gestione RUNTS. Regime fiscale e adempimenti specifici.

L’obiettivo è accompagnare imprese,
professionisti ed enti in un percorso di
gestione consapevole e strutturata.

FAQs

Domande più frequenti

È una scelta che va valutata con attenzione, perché cambia in modo significativo la gestione dell’attività.

Diventare Ente del Terzo Settore può offrire vantaggi, come maggior accesso a contributi, bandi e alcune agevolazioni fiscali. Tuttavia comporta anche nuovi obblighi, tra cui iscrizione al RUNTS, adeguamenti statutari e una gestione amministrativa più strutturata.

Restare ASD, invece, può essere più semplice e conveniente in presenza di attività principalmente sportiva e con una gestione più snella.

La scelta dipende da diversi fattori: tipo di attività svolta, obiettivi dell’associazione, livello di organizzazione e prospettive di crescita.

Una valutazione preventiva permette di evitare errori e scegliere la struttura più adatta fin dall’inizio.

Sì, anche un Ente del Terzo Settore può essere soggetto a tassazione, ma con regole diverse rispetto alle attività tradizionali.

In generale:

  • le attività di interesse generale, se svolte correttamente, possono beneficiare di regimi fiscali agevolati
  • le eventuali attività commerciali sono invece soggette a tassazione, secondo modalità specifiche

La differenza la fa come è strutturato e gestito l’ente: errori nella qualificazione delle attività o nella gestione  contabile e amministrativa possono far perdere le agevolazioni e aumentare il carico fiscale.

Per questo è importante analizzare la situazione concreta dell’ente e impostarla correttamente fin dall’inizio, così da evitare costi inutili e sfruttare tutte le opportunità previste dalla normativa.

Analizzare la situazione prima di assumere permette di avere un quadro chiaro dei costi e scegliere la soluzione più sostenibile per l’attività.

Sì, esistono diverse soluzioni previste dalla normativa che permettono di ottimizzare il costo del lavoro e, allo stesso tempo, migliorare la retribuzione netta dei dipendenti.

Ad esempio:

  • utilizzo di agevolazioni contributive in fase di assunzione
  • introduzione di welfare aziendale, che consente di erogare benefit con vantaggi fiscali
  • premi di risultato con tassazione agevolata, se rispettati determinati requisiti
  • corretta scelta e gestione del contratto di lavoro

Ogni situazione, però, va valutata nel dettaglio: soluzioni applicate in modo generico o scorretto possono portare a recuperi contributivi e sanzioni.

Una pianificazione mirata consente di trovare il giusto equilibrio tra costo aziendale e beneficio per il dipendente, sfruttando tutte le opportunità disponibili in modo sicuro

Il cedolino paga è solo una parte della gestione del personale. Servizi a basso costo spesso si limitano all’elaborazione standard, senza considerare la situazione specifica dell’azienda.

Una gestione corretta, invece, comprende:

  • scelta del contratto più adatto
  • gestione di assunzioni, proroghe e cessazioni
  • applicazione di incentivi e agevolazioni
  • supporto in caso di controlli o contenziosi
  • aggiornamento continuo sulla normativa

Un errore nella gestione del lavoro può comportare sanzioni o costi ben superiori al risparmio iniziale.

Affidarsi a una consulenza completa significa non solo adempiere agli obblighi, ma gestire i dipendenti in modo più sicuro ed efficiente nel tempo.

No, il regime forfettario non è sempre la scelta più conveniente, anche se spesso viene percepito come tale.

Può essere vantaggioso quando:

  • i costi dell’attività sono contenuti
  • si rientra nei limiti previsti dalla normativa
  • non si hanno particolari esigenze di detrazione o deduzione

Al contrario, può risultare meno conveniente quando:

  • si sostengono spese elevate
  • si effettuano investimenti importanti
  • si hanno situazioni familiari o fiscali che rendono più utile il regime ordinario

La vera differenza la fa una valutazione preventiva: scegliere il regime sbagliato può significare pagare più tasse del necessario per anni.

Analizzare la propria situazione prima di aprire o modificare la partita IVA permette di fare una scelta consapevole e ottimizzare il carico fiscale fin dall’inizio.

Dipende dagli obiettivi dell’attività e da come si intende organizzarla.

Una SRL (Società a responsabilità limitata) è generalmente più adatta quando:

  • l’obiettivo è fare impresa e generare utili
  • la gestione è concentrata in uno o pochi soci
  • si vuole una struttura più flessibile nelle decisioni

Una cooperativa, invece, è indicata quando:

  • l’attività ha uno scopo mutualistico (vantaggi per i soci, non solo profitto)
  • i soci partecipano attivamente alla gestione
  • si vuole una struttura più “collettiva” e partecipativa

Dal punto di vista fiscale e gestionale, le differenze sono rilevanti e possono incidere molto nel tempo.

La scelta va fatta valutando non solo l’aspetto fiscale, ma anche quello organizzativo e strategico, per evitare di trovarsi con una struttura non adatta all’evoluzione dell’attività.

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